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Gay, Renzi: "Compromesso sulle unioni civili". Le associazioni insorgono

Renzi dice la sua sulle unioni civili. di seguito estratto da huffingtonpost.it

Sulle unioni civili occorre 'ascoltarsi' e poi 'trovare un compromesso'.
Nel discorso per chiedere la fiducia al Senato, Matteo Renzi dedica un passaggio alle coppie di fatto. Non nomina le unioni gay, e nemmeno i diritti (per ora mancanti) delle coppie omosessuali. Ma il riferimento è chiaro: 'Un'amica mi ha scritto: se dovete approvare una forma di unioni civili che non sia quella che vogliamo noi, beh, non approvatela.

 

No, non è così. Sui diritti si fa lo sforzo di ascoltarsi, di trovare un compromesso anche quando non soddisfa del tutto. Questo è un cambio di metodo profondo'. Un dialogo che, come ricorda il premier, 'già esiste in questi giorni': si tratta dei primi contatti tra Ivan Scalfarotto e Davide Faraone (renziani doc) con Renato Schifani e Gaetano Quagliariello (Ncd).

'Non stiamo ancora parlando di contenuti', dice Scalfarotto all'HuffPost, 'ma apprezzo che per la prima volta un presidente del Consiglio nel suo primo discorso in parlamento abbia esplicitamente inserito le unioni civili nel programma di governo. Enrico Letta per esempio non lo aveva fatto. Significa che finalmente si faranno'.

Eppure la parola 'compromesso' non è piaciuta alle associazioni lgbt (lesbo-gay-bisex-trans). Flavio Romani, presidente dell'Arcigay, twitta immediatamente il suo dissenso:

La preoccupazione è che un dialogo con il Nuovo Centro Destra di Angelino Alfano possa portare a una legge al ribasso. Specialmente per la presenza nel partito di Carlo Giovanardi e Eugenia Roccella, notoriamente contrari alle coppie di fatto.

Duro il giudizio di Aurelio Mancuso (Equality Italia): "Sui diritti civili Matteo Renzi è stato confuso e reticente". Per il circolo Mario Mieli "ancora una volta sul piatto del compromesso vengono sacrificate le legittime aspirazioni di milioni di cittadine e cittadini lgbt".
Franco Grillini, presidente di Gaynet e storico difensore dei diritti degli omosessuali, ricorda al premier che il vero tema dei diritti civili è l'uguaglianza: "Ma un omosessuale é un italiano? Al momento no perché non abbiamo nessun diritto e in particolare siamo uno dei pochi paesi della vecchia Europa a non avere alcuna norma sulle coppie lgbt e persino nulla sui conviventi in generale".

"Non sono d'accordo con coloro che preferiscono nessuna legge alla mediazione", conclude Scalfarotto. A difendere l'approccio di Renzi - almeno su Twitter - sono anche Anna Paola Concia, ex parlamentare Pd, e Cristiana Alicata, scrittrice e membro della Direzione nazionale: "Non è suo governo ideale. E manco il nostro. Sul tema doveva essere sincero e non far finta di niente come gli altri".

Boccia il presidente del consiglio anche Nichi Vendola ("Una lezioncina di cultura della mediazione") e il Movimento 5 Stelle tramite Giulia Di Vita

Prima di diventare premier, in più occasioni Matteo Renzi aveva chiarito di non essere favorevole alle nozze gay con la piena equiparazione tra coppie eterosessuali e omosessuali, bensì alle civil partnership alla tedesca - dove i contraenti ottengono gli stessi diritti di una coppia sposata senza però il diritto di adozione. Una proposta che comunque incontrerà le resistenze degli alfaniani.

http://www.huffingtonpost.it/2014

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cultura generale admin 4 Years ago
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IN ITALIA UN GOLPE DOPO L'ALTRO?

IN ITALIA UN  GOLPE DOPO L'ALTRO?

In queste ore si sta decidendo se Matteo Renzi deve sostiutire Enrico Letta alla guida del governo.

 
In queste ore si sta decidendo se Matteo Renzi deve sostiutire Enrico Letta alla guida del governo.
Ormai dal 2011 c'è un continuo susseguirsi di presidenti del consiglio che non hanno avuto nessun mandato elettorale, ma che vengono nominati dal presidente della repubblica Giorgio Napolitano.

 

Si iniziò con Mario Monti e ad oggi con Enrico Letta e a breve potrebbe essere il turno di Matteo Renzi.
La domanda è: 
Tutto  è costituzionalmente corretto? O le forzature sono al limite della democrazia in Italia, dove il popolo ha perso il diritto di poter indicare la propria volontà, tramite regolari elezioni?

 

 

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Sondaggireali.com

 

 

Domenico Cutrì è evaso.

Domenico Cutrì è evaso

Sparatoria davanti al tribunale di Gallarate (Varese) ed evasione dell'ergastolano Domenico Cutrì.

Morto il fratello durante l'assalto.

foto da lastampa.it
 

sono le 15 circa, quando un commando ha assaltato il blindato della polizia penitenziaria davanti al tribunale di Gallarate. L'assalto al blindato ha come obiettivo fa evadere Domenico Cutrì, ergastolano e presunto boss della ‘ndrangheta. Il piano è riuscito: gli uomini armati avrebbero preso in ostaggio un passante e poi intimato ai poliziotti di lasciare le armi a terra. Dopo una sparatoria, in cui sono stati esplosi una trentina di colpi di arma da fuoco, è iniziata la fuga dell’evaso e dei banditi a bordo di un’auto nera. Due agenti della polizia penitenziaria sono rimasti leggermente feriti. Poco più tardi uno degli assalitori, Antonino, fratello di Cutrì, è stato lasciato agonizzante dai compagni a casa della madre, a Cuggiono nel Milanese. È stata la donna a portare il figlio in fin di vita all’ospedale di Magenta dove è morto. LE ORIGINI CALABRESI - Cutrì, residente a Legnano (Milano) ma di origini calabresi, trovava fino a 2013 nel carcere di Saluzzo, da cui era stato spostato perché una fonte confidenziale aveva rivelato un tentativo di evasione per farlo scappare. Ha alle spalle diversi precedenti per armi e droga. Lunedì doveva partecipare a un processo per emissione di assegni falsi, e il furgone lo stava portando davanti all’ingresso del tribunale gallaratese. La famiglia di Cutrì è emigrata negli anni ‘60 da Melicuccà (Reggio Calabria), suo paese d’origine, prima in Piemonte e poi in Lombardia. Le ricerche dell’evaso sono state estese quindi anche alla Calabria nell’ipotesi, che al momento comunque non ha trovato alcun riscontro, che l’ergastolano possa avere trovato rifugio o appoggi anche nella regione.

PISTOLE, FUCILI E SPRAY URTICANTE
- Gli assalitori hanno agito vicino alla porta d’ingresso del tribunale di Gallarate dove, armati di pistola e di spray urticante, hanno sorpreso gli agenti che stavano accompagnando all’esterno il detenuto al termine di una udienza. È scoppiata una colluttazione e sono stati sparati alcuni colpi di pistola. I banditi hanno quindi liberato Domenico Cutrì e sono fuggiti a bordo di un’auto, sulla quale hanno caricato anche il compagno ferito. Polizia e carabinieri hanno allestito posti di blocco per intercettare l’auto in fuga, una Polo nera, e sono in corso i rilievi su una seconda vettura usata dei malviventi, sequestrata, con a bordo alcune armi, tra cui dei fucili da assalto.LA TESTIMONE: «HO AVUTO PAURA» - «All’inizio sembravano botti di Carnevale, poi mi sono affacciata e ho visto molti poliziotti con le pistole spianate. La sparatoria è stata lunga e ho avuto molta paura»: è quanto ha raccontato una delle inquiline del palazzo adiacente la piccola pretura di Gallarate dove è avvenuto l’assalto. «Sono corsa da mio figlio che abita al piano di sotto - prosegue il racconto della testimone - e abbiamo visto molti poliziotti sparare» verso una piccola via laterale dalla quale il gruppo dei malviventi è scappato a bordo di una delle due macchine utilizzate per liberare .

 

LA CONDANNA- Cutrì era stato condannato all’ergastolo in appello per l’uccisione di Luckasz Kobrzeniecki, un polacco di 22 anni freddato a colpi di pistola nel 2006 a Trecate (Novara). Secondo l’accusa, il calabrese era al volante dell’auto da cui partirono gli spari che la notte del 15 giugno di otto anni fa uccisero la vittima. Arrestato tre anni dopo, Cutrì si è sempre professato innocente ma la tesi dell’accusa è che sarebbe stata la gelosia a spingerlo ad architettare il delitto: la «colpa» del giovane polacco infatti sarebbe stata quella di aver riservato qualche apprezzamento di troppo alla donna del boss. Con Cutrì, i giudici condannarono anche il gestore di un bar di Trecate a tre anni di reclusione per favoreggiamento. L’esecutore materiale dell’agguato invece, Manuel Martelli, 32enne di Trecate, processato con rito abbreviato (che gli garantì lo sconto di un terzo della pena) è stato condannato a 16 anni e 4 mesi.

IL FINTO ALIBI - Nel processo d’appello, a favore di Cutrì, per un periodo difeso anche dall’avvocato Giulia Bongiorno, che poi rinunciò all'incarico («Di lui - spiega Bongiorno - mi sono occupata solo in un grado di giudizio. Ho rinunciato alla difesa alla fine dell’appello»), testimoniò una donna di origini calabresi, sostenendo che all’ora del delitto avevano avuto un appuntamento galante nell’abitazione dell’imputato. Una versione emersa soltanto a distanza di anni, disse, perché la donna temeva che il marito potesse scoprire quella relazione clandestina. L’alibi, però, non convinse e a smontarlo arrivarono poi le testimonianze del titolare e del portiere di un albergo di Vittuone (Milano), dove l’uomo si trovava realmente come hanno poi confermato anche i registri dell’hotel.

PM GRATTERI: «CON VIDEOCONFERENZE NON SAREBBE ACCADUTO» - «Se fosse stata obbligatoria la videoconferenza per detenuti di alta sicurezza il gravissimo episodio di oggi non si sarebbe verificato». Lo ha detto il procuratore aggiunto della Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria, Nicola Gratteri, raggiunto telefonicamente dall’Agi, commentando l’assalto di questo pomeriggio compiuto a Gallarate. «Con la video conferenza - ha aggiunto Gratteri - si risparmiano al contempo soldi e tempo, annullando le spese di trasporto e soprattutto annullando il pericolo per l’incolumità degli stessi agenti di polizia penitenziaria e dei passanti». CANCELLIERI: GRAVISSIMO EPISODIO - Sull’evasione di Cutrì ha parlato anche il ministro della Giustizia Annamaria Cancellieri :«Si tratta di un episodio molto grave che sto seguendo, nella sua evoluzione, in costante contatto con i vertici del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria. Spero che al più presto l’ergastolano evaso e la banda complice, venga assicurata alla giustizia grazie al lavoro di tutte le Forze di Polizia. Il mio pensiero, la solidarietà e la vicinanza ai quattro agenti di Polizia Penitenziaria coinvolti nell’assalto e a tutto il Corpo per il delicatissimo e pericoloso compito che svolge».

 

 

milano.corriere.it

 

 
 

Nuova legge elettorale

Nuova legge elettorale

 
Al momento tutto il mondo politico è concentrato sulla nuova legge elettorale da presentare ai cittadini.
L'italia naturalmente, rispetto ad altri paesi, riesce a farne un caso nazionale, i media ne parlano 24 su 24 e chi la deciderà sono due personaggi al di fuori del parlamento, come se i 915, tra senatori e parlamentari, non siano in grado, nelle commissioni idonee, di tirar fuori una legge accettabile.

 

Sicuramene è una legge importante che può decidere le sorti del nostro paese, ma L'italia al momento ha bisogno di riforme molto più urgenti che riguardano i cittadini, non è a questo che servivano le "larghe intese"?

 

Quando è stato approvato il porcellum si son messi d'accordo in brevissimo tempo e a suo tempo l'opposizione ha fatto tutt'altro che presentarlo come un qualcosa di inacettabile, forse perchè andava bene anche a loro..

 

Speriamo che non ne esca un "superporcellum" e a breve presenteremo un sondagio sulla questione.
 

Sondaggireali.com

 
 

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